C’era una volta…

aprile 15, 2008

…un professore, uno studente e un blogger 😉


P.S. “Troppo vecchio per un paese moderno?” Forse, ma non di certo per un paese pre-moderno…


Apnea comunicativa da urne aperte?

aprile 13, 2008

Provate l’Italian Elections Twitter Map.

Italian Elections Twitter Map Screenshot

LINK: mappa aggiornata in tempo reale dei tweet elettorali


All’inizio del Cambiamento…

marzo 28, 2008

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Cinque ragazzi: Mario Adinolfi, Arturo Celletti, Giovanni Colavita, Marco D’Elia ed Eugenio Fatigante, il 20 Marzo del 2001 diedero vita al primo partito politico (di epoca moderna) il cui baluardo era il concetto di democrazia diretta.
Punti focali di questo movimento sono la ridemocratizzazione della politica, affidando a ciascun membro la possibilità di modificare, proporre e criticare ogni aspetto del programma politico proposto. Il partito aveva come simbolo la Chiocciola, e gareggiava alle elezioni comunali del 2001 di Roma. E’ importante sottolineare come, per la prima volta nella storia della politica italiana, un partito, attraverso un sito (www.democraziadiretta.it), riuscì in poco tempo ad organizzare una campagna elettorale ben studiata e compatta, e soprattuto riuscì a trovare candidati per le liste elettorali.
Il Partito, come si poteva facilmente immaginare, riuscì ad ottenere soltanto lo 0,1% dei voti, ma questo non è rilevante. Ciò che importa è che è nato un nuovo modo di fare politica, un modo di fare politica che proviene dal basso, dagli utenti, dai non-politici che fanno politica, quella vera, in cui ognuno può modificare, proporre, criticare le opinioni di un leader, scegliere quest’ultimo ecc.
Gli studiosi della materia lo consideravano un fenomeno di nicchia, finché col passare degli anni non si comprese il bisogno di democrazia dal basso e l’utilizzo della Rete come mezzo per organizzare campagne elettorali a basso costo, ma allo stesso tempo efficaci.

Pochi anni più tardi, in America, ci troviamo di fronte ad un fenomeno molto simile. Un quasi sconosciuto personaggio, Howard Dean, in corsa per le primarie americane del 2004, svolse una campagna elettorale incentrata sulla Rete, in particolar modo su un blog.
Dean, insieme ad un movimento web chiamato “Move On”, è riuscito a raccogliere dei fondi per condurre la propria campagna elettorale. Come al solito, l’importanza di questo episodio non risiede tanto nel fare politica di per sè, ma nel come è stato usato il mezzo dei social media, ossia, come un ottimo veicolo di marketing politico e sistema di raccolta fondi elettorali.

Elezioni Politiche 2008. La politica invade la Rete.
I social media possono essere considerati, anche in questo caso, un ottimo STRUMENTO per una massima ed efficace comprensione della filosofia di un partito politico. Il risultato, negli ultimi anni, dell’aumento della partecipazione alla vita politica in Rete – e vedere come questa è efficace se proviene dal basso – è un nuovo modo di vivere le elezioni. Esse sono considerate una prassi, che permette al cittadino di esprimere la propria opinione.
Ovviamente i politici temono questo nuovo sviluppo, perchè ciò implica una diffusione più VELOCE ed ECONOMICA delle INFORMAZIONI.

La domanda è lecita: Come fanno i social media ad influire così tanto sulla politica? Per l’adesione alla vita attiva politica, per il confronto, per la partecipazione ai dibattiti; ci si interessa ad argomenti rilevanti e si decide e agisce di conseguenza. Quello che muove il movimento è la capacità di non accettare più passivamente i racconti mediati ed i messaggi di marketing politico, ma avere la possibilità di modificarli e proporne di nuovi.


Come blog e social media cambiano la politica: le Conversazioni si avvicinano

marzo 25, 2008

Osservare come blog e social media cambiano la politica è interessante per diversi motivi.

Innanzitutto questi strumenti permettono un’analisi più approfondita e in generale una circolazione maggiore (per quantità e per diffusione) di informazioni.
Il cittadino monitorante ha maggior controllo su quello che accade e può farsi un’idea più complessa che non guardando un breve servizio di telegiornale piuttosto che un approfondimento in seconda serata.

C’è l’aspetto partecipativo, che vede gli utenti entrare nella conversazione per dire la propria e per condividere i contenuti creati.
Pensiamo ai blog e alla democraticizzazione della comunicazione che portano.

Ci sono i candidati che entrano nella conversazione e parlano con gli elettori.
Ci sono i candidati che mettono a disposizione i propri contenuti per permettere agli elettori di giocare con essi e crearne di nuovi.
Gli elettori giocano e il consenso aumenta.

I blogger parlano di politica ed è un fenomeno interessante.

Capita che quello di cui parlano i blogger venga notato dai media mainstream e che qualche testa salti. Ed è un fenomeno molto interessante.

Osservare il cambiamento significa quindi guardare a come muta il panorama politico grazie all’intervento degli elettori.
Il caso Lott è emblematico.
Sintetizzando ciò che potete leggere qui, il senatore americano Trent Lott in un’occasione si lasciò andare in commenti razzisti.
I media di massa non ne parlarono. I blogger si e costrinsero i media di massa a farlo.
Trent Lott fu costretto a dimettersi, diventando il “primo scalpo” scotennato dalla Rete.

Il monopolio televisivo è per la prima volta messo in discussione.

Qualcosa sta cambiando e il 9 Maggio cercheremo di capire come.