Politica ed informazione: il silenzio dei media mainstream sul v2-day

aprile 30, 2008

Segnalo questo interessante post di Davide Bennato che, usando alcuni strumenti di monitoraggio dei mezzi di comunicazione di massa e delle conversazioni dal basso, mostra lo scarto fra la rilevanza che il fenomeno ha avuto in rete rispetto a quella ottenuta nel mondo dell’informazione tradizionale.

Come direbbe Bernardo Parrella “Food for Thought”.


Perchè il blog di Beppe Grillo non è “dal basso”

aprile 24, 2008

25 Aprile.

Per tutti è il giorno della Liberazione.

Per molti è il giorno del V2-Day.

Per alcuni è il giorno di entrambi, e per altri semplicemente un’occasione per stare a casa da scuola o dal lavoro.

Passando magari in una piazza in cui un comico tiene il suo show.

Quello di Grillo è il blog più popolato, visitato, discusso della Rete italiana.

Il motivo del suo successo è dovuto sostanzialmente a due fattori:

  1. Da voce alle chiacchiere da bar secondo cui “tanto in Italia va tutto male, è tutto un magna magna”, argomentando tali lamentele, facendo emergere le magagne della casta.
  2. E’ un comico e sa intrattenere il pubblico.
    Non è un profeta sceso in terra a diffondere il verbo dei piani alti; moltissimi sanno le stesse cose che dice lui, che però le guarnisce con un linguaggio volgare (del volgo, popolare) canalizzando l’attenzione dei suoi adepti.

Ci sono dei ma.

Quello di Grillo non è un blog.

I blog vengono dal basso e Beppe Grillo non è dal basso.

La peculiarità dei blog sta nell’instaurare una conversazione, e i post dell’artista genovese sono dei monologhi.

I commenti ci sono e sono tanti, ma l’autore non risponde mai.

Il meccanismo di feedback è il nucleo di un blog, e qui non esiste.
Non c’è co-creazione di nulla.

Gli utenti stanno a guardare, rispondendo a valanga ad ogni suo starnuto.

Etchù: 1500 commenti.

Però noi di CdB siamo per la meritocrazia e a Grillo va riconosciuto il fatto di aver reso pubblica e nota la parola blog in Italia.

Grazie alle sue vicende i media mainstream si sono accorti che qualcosa sta succedendo, e che nei circuiti underground dei media non mainstream c’è fermento.

E voglia di fare.
Cosa, lo vedremo insieme il 9 Maggio.

Cartolina invito retro


Come blog e social media cambiano la politica: le Conversazioni si avvicinano

marzo 25, 2008

Osservare come blog e social media cambiano la politica è interessante per diversi motivi.

Innanzitutto questi strumenti permettono un’analisi più approfondita e in generale una circolazione maggiore (per quantità e per diffusione) di informazioni.
Il cittadino monitorante ha maggior controllo su quello che accade e può farsi un’idea più complessa che non guardando un breve servizio di telegiornale piuttosto che un approfondimento in seconda serata.

C’è l’aspetto partecipativo, che vede gli utenti entrare nella conversazione per dire la propria e per condividere i contenuti creati.
Pensiamo ai blog e alla democraticizzazione della comunicazione che portano.

Ci sono i candidati che entrano nella conversazione e parlano con gli elettori.
Ci sono i candidati che mettono a disposizione i propri contenuti per permettere agli elettori di giocare con essi e crearne di nuovi.
Gli elettori giocano e il consenso aumenta.

I blogger parlano di politica ed è un fenomeno interessante.

Capita che quello di cui parlano i blogger venga notato dai media mainstream e che qualche testa salti. Ed è un fenomeno molto interessante.

Osservare il cambiamento significa quindi guardare a come muta il panorama politico grazie all’intervento degli elettori.
Il caso Lott è emblematico.
Sintetizzando ciò che potete leggere qui, il senatore americano Trent Lott in un’occasione si lasciò andare in commenti razzisti.
I media di massa non ne parlarono. I blogger si e costrinsero i media di massa a farlo.
Trent Lott fu costretto a dimettersi, diventando il “primo scalpo” scotennato dalla Rete.

Il monopolio televisivo è per la prima volta messo in discussione.

Qualcosa sta cambiando e il 9 Maggio cercheremo di capire come.


Le elezioni francesci viste da Internet

aprile 12, 2007

Davvero molto interessante l’esperienza di The Observer. Si tratta come spiega bene Luca in questo post, di uno spazio online dedicato dal canale all news francesce France 24 alle elezioni presidenziali.

Suppongo che anche di esperienze come queste parleremo il 20 aprile.


Cyberbullying e regole di comportamento per i blogger

aprile 12, 2007

Mentre in Italia (e non solo) la polemica sul bulllismo nelle scuole riappare con sempre maggior frequenza nei media e sempre più spesso legata in modo diretto o indiretto a filmati caricati su YouTube nella blogosfera è in corso un discreto dibattito sul CyberBullying (CyberBullismo o Bullismo Online?) nato dalle minacce di morte ricevute sul suo blog da Kathy Sierra . Al di la del legame che spesso sembra essere sotteso tra il prefisso Cyber ed il comportamento violento la cosa interessante è l’emergere anche nei blog di una dimensione di violenza relazionale. Non mi sembra che vi sia niente di straordinario per chi ha visto o partecipato alle flamewar che hanno avuto luogo su usenet; forse solo un indizio in più a sostegno della perdita dell’innocenza che i blog stanno attraversando. Ad ogni modo Tim O’Reilly ha pubblicato un codice di comportamento per i blogger. E questo apre alla domanda: i blog devono essere soggetti ad un codice di autoregolamentazione come i media mainstream?


Racconto da un futuro che è già passato

aprile 7, 2007

It has never been easier for anyone,
everyone to create as well as consume media

A partire dal 18 novembre 2004 un misterioso video in flash ha fatto il giro del mondo raccontando il futuro dei media in un modo e con uno stile che non si era mai visto prima.

Oggi quel video vanta 128.000 citazioni su Google e traduzioni in spagnolo, francese, basco, polacco, brasiliano, portoghese, cinese, turco e italiano.

In un recente articolo pubblicato su BusinessWeek si può leggere il seguente brano.

This is the future according to EPIC 2014, a faux documentary posted to the Web in late 2004 by young journalists Matt Thompson and Robin Sloan. Thanks to their slightly tongue-in-cheek, Twilight Zone-inspired tone, the short video drew as many chuckles as gasps of dismay from the legions of mainstream media types and Web digerati who viewed it. Today, nobody’s laughing. Here it is only 2007, and already EPIC 2014’s picture of an online landscape dominated by one ravenous, all-knowing corporation looks to many people like—well, a lot like Google. All by itself.

Questo video rappresenta tutt’ora una straordinaria introduzione ad alcuni aspetti delle conversazioni dal basso e suscita diverse riflessioni piuttosto attuali. 

Per questo ho deciso di riproporlo in questo blog nella sua inedita versione sottotitolata in italiano.

Buona visione.

P.S. Ho dovuto mettere un link al mio blog perchè non sono riuscito ad inserire il video direttamente in questo post.


Bloggo quindi esisto?

aprile 3, 2007

Le riflessioni di preparazione al seminario procedono per frammenti. Frammenti che non è certo che alla fine comporranno una figura coerente ma che di certo sono prezioso food for tought.

Frammenti come questi due che, a partire dagli spunti di due pensatori contro come Bifo e Lovink, ci invitano a riflettere sul lato oscuro delle “conversazioni dal basso”.