The Empire Strikes Barack

maggio 5, 2008

La produzione dei contenuti generati dal basso continua.

Guardate cosa si sono inventati questa volta: un mash-up tra la sfida Obama-Clinton e l’eterna lotta tra Jedi e Sith, in Star Wars.

Da qui consigliamo anche di dare un’occhiata ai commenti in risposta al filmato.
Pure conversazioni dal basso.

E tu da che lato della Forza sei?

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Pillole di Conversazioni dal Basso

novembre 18, 2007

Anche se per il nuovo appuntamento Conversazioni dal Basso bisognerà aspettare ancora qualche mese, proseguono le riflessioni pubbliche sul tema ad uniurb. L’occasione ci è data questa volta dalla prima lezione del corso di Laboratorio di Web 2.0 (docente Luca Conti) attivato per il secondo anno consecutivo dal corso di laurea in Scienze della Comunicazione di Urbino.

L’appuntamento è per il 30 Novembre 2007 a Urbino presso la Facoltà di Sociologia.

Maggiori informazioni ed una descrizione completa dell’evento sul blog del corso di laurea.


Cosa abbiamo imparato sulle Conversazioni dal Basso

aprile 21, 2007

Una delle caratteristiche delle conversazioni online (almeno di una gran parte di esse), a differenza di quelle offline, è la permanenza nel tempo. Non si dissolvono nel nulla ma lasciano traccia. 

Proprio a partire da queste tracce (la SkypeChat, i resoconti e le chiacchiere a margine di Twitter, i post nei blog dei partecipanti postati durante e dopo il workshop) ho pensato di riprendere il discorso.

Conversazioni dal Basso è stato progettato come un workshop seminariale la cui forma rimandava al contenuto.

Ovvero si è cercato di parlare di conversazionidalbasso usando, in un evento organizzato da un Università, la forma delle conversazionidalbasso.

Per questo motivo mi sembra giusto distinguere le cose che abbiamo imparato sulla forma e quelle che abbiamo imparato sul contenuto (anche se ovviamente uno rimanda all’altro).

Per quanto riguarda il contenuto le cose imparate saranno descritte in 4 post, uno per conversazione, sulle 4 chiavi di lettura che abbiamo scelto per parlare di Conversazioni dal Basso:

I link a questi post saranno attivati a partire dalla mattinata di lunedì 23 Aprile in modo da poter includere le eventuali conversazioni/riflessioni scritte oggi.

Se per riflettere sui contenuti ci vuole tempo, per riflettere sulla forma si può iniziare subito.

La prima novità che ho notato è che, per la prima volta, molti studenti ed ex-studenti hanno usato il loro blog attivamente per promuovere l’evento. Sembra una cosa banale ma non lo è.

Il logo e il progetto grafico è stato realizzato spontaneamente e gratuitamente da Nicoletta e Anna Maria. Questo blog è stato scoperto prima che fosse lanciato ufficialmente proprio da uno studente. Alcuni si sono limitati a linkare e magari postare l’immagine dell’invito (1, 2, 3, 4, 5, 6), altri hanno anche aggiunto parole che non possono non fare piacere.

Grazie a questi link e ai moltissimi altri di blogger più o meno famosi (Adriano, Tommaso, Mauro, Michele, Luca [se non vi ho citato segnalatemelo] oltre che ovviamente i guest speaker Bernardo, Giuseppe, Lele, Luca e Massimo) questo blog ha ricevuto negli ultimi giorni prima del 20 aprile fra i 300 e 400 accessi giornalieri il che, anche se non ho dati specifici in merito se non l’esperienza del mio blog, credo sia un buon risultato per un blog nato da pochissimo.

Ma, in realtà, la maggior parte delle conversazioni sulle conversazioni dal basso sono state scritte durante l’evento. Una specie di cronaca in tempo reale da più punti di vista che ha reso possibile vivere almeno in parte l’evento anche ad alcune persone collegate nella Skype Chat in giro per il mondo. Ai flash in 160 caratteri curati da David (a proposito qualcuno ha capito chi è David? Rispondere solo Si o No nei commenti) si sono ben presto aggiunti altri cinguettii. Qualcuno, come Luca Conti è riuscito contemporaneamente ed apparentemente senza sforzo alcuno a usare Twitter, fare una cronaca sul suo blog, partecipare attivamente alla SkypeChat, fare un bell’intervento e chissà quante altre cose. Altri, apparentemente più normali, si sono limitati a raccontare l’evento per post sui loro blog (1, 2, 3 [anche qui se ho dimenticato qualuno segnalatemelo]).

Poi tutto è finito.

Oggi le reazioni. Il primo post che ho trovato non si presentava molto bene. Il titolo è Poche idee, ma ben confuse. Per fortuna il contenuto non è poi male come uno potrebbe immaginarsi dal titolo. Poi ho visto l’intervista che Tommaso ha fatto a Luca fuori dall’aula e mi sono convinto che una delle cose da migliorare per il futuro è sicuramente lo spazio da dedicare al dibattito che, sopratutto in mattinata, è scarseggiato. Molto positiva l’impressione di Anna che ha apprezzato (e non è la sola) in particolare Lele Dainesi ed il suo stile informale. Più che comprensibile la sensazione di essere travolti da una straordinaria quantità di stimoli intellettuali  (dal basso, di lato e da qualunque altra parte) di Roberta (impressione condivisa secondo me anche da altri docenti presenti).

UPDATE Poi ci sono su Flickr una parte del zillione di foto fatte. Altre verranno pubblicate suppongo nei prossimi giorni. Anche i video (ma non credo le intere relazioni perchè ho dei dubbi sulla qualità dell’audio) verranno montati e pubblicati. In entrambi i casi vi ricordo di usare il tag (etichetta) conversazionidalbasso.


Frammento n. 2

aprile 16, 2007

Ancora un frammento di riflessione via GBA. Questa volta il tema è i social networks (MySpace, Facebook, Friendster) come metafora delle relazioni mediate dalle tecnologie: ipersocializzazione o desocializzazione? E che conseguenze avranno sugli individui e sulla società?

Sempre sui social networks, Lele Dainesi annuncia un’intervista in forma di podcast ad un misterioso guru dei social networks ed allega il video di uno spot per un network sociale israeliano tutto da vedere per più di un motivo 😉


Cyberbullying e regole di comportamento per i blogger

aprile 12, 2007

Mentre in Italia (e non solo) la polemica sul bulllismo nelle scuole riappare con sempre maggior frequenza nei media e sempre più spesso legata in modo diretto o indiretto a filmati caricati su YouTube nella blogosfera è in corso un discreto dibattito sul CyberBullying (CyberBullismo o Bullismo Online?) nato dalle minacce di morte ricevute sul suo blog da Kathy Sierra . Al di la del legame che spesso sembra essere sotteso tra il prefisso Cyber ed il comportamento violento la cosa interessante è l’emergere anche nei blog di una dimensione di violenza relazionale. Non mi sembra che vi sia niente di straordinario per chi ha visto o partecipato alle flamewar che hanno avuto luogo su usenet; forse solo un indizio in più a sostegno della perdita dell’innocenza che i blog stanno attraversando. Ad ogni modo Tim O’Reilly ha pubblicato un codice di comportamento per i blogger. E questo apre alla domanda: i blog devono essere soggetti ad un codice di autoregolamentazione come i media mainstream?


Qualche dato per riflettere

aprile 11, 2007

Anche se i blog rappresentano solo un’aspetto del più articolato fenomeno che etichettiamo “Conversazioni dal Basso”, può essere interessante riflettere sulla dimensione del fenomeno a partire dalle ultime statistiche sullo stato della blogosfera che il motore di ricerca per blog Technorati pubblica ogni circa 6 mesi.

In pillole e, riutilizzando il lavoro di sintesi di Paolo Valdemarin, risulta quanto segue:

  • Technorati traccia 70 milioni di blog
  • Vengono pubblicati 1,5 milioni di post al giorno
  • Superando lo spagnolo, l’italiano è diventata la quarta lingua della blogosfera (dopo giapponese, inglese e cinese) con il 3% del numero totale di post

Spannometricamente vorrebbe dire 45.000 post in italiano ogni giorno. Se ci fosse una costante tra numero di blog e numero di post nel mondo (e non c’è alcuna prova che ci sia), e se i 70 milioni di blog fossero attivi (anche questo non è chiaro) vorrebbe dire più o meno 2 milioni di blog in Italia.

Io credo che i blog italiani siano molti di meno, ma si tratta comunque di numeri notevoli

Leggendo inoltre nei commenti la stima più attendibile è di 40.000/60.000 blog italiani attivi al momento.


Racconto da un futuro che è già passato

aprile 7, 2007

It has never been easier for anyone,
everyone to create as well as consume media

A partire dal 18 novembre 2004 un misterioso video in flash ha fatto il giro del mondo raccontando il futuro dei media in un modo e con uno stile che non si era mai visto prima.

Oggi quel video vanta 128.000 citazioni su Google e traduzioni in spagnolo, francese, basco, polacco, brasiliano, portoghese, cinese, turco e italiano.

In un recente articolo pubblicato su BusinessWeek si può leggere il seguente brano.

This is the future according to EPIC 2014, a faux documentary posted to the Web in late 2004 by young journalists Matt Thompson and Robin Sloan. Thanks to their slightly tongue-in-cheek, Twilight Zone-inspired tone, the short video drew as many chuckles as gasps of dismay from the legions of mainstream media types and Web digerati who viewed it. Today, nobody’s laughing. Here it is only 2007, and already EPIC 2014’s picture of an online landscape dominated by one ravenous, all-knowing corporation looks to many people like—well, a lot like Google. All by itself.

Questo video rappresenta tutt’ora una straordinaria introduzione ad alcuni aspetti delle conversazioni dal basso e suscita diverse riflessioni piuttosto attuali. 

Per questo ho deciso di riproporlo in questo blog nella sua inedita versione sottotitolata in italiano.

Buona visione.

P.S. Ho dovuto mettere un link al mio blog perchè non sono riuscito ad inserire il video direttamente in questo post.