Cosa significa dire che i social media cambiano la politica: il caso Obama

A questo punto è chiaro che il tema di cui discuteremo il 9 Maggio è come i blog e i social media cambiano la politica.
Ma cosa significa che la politica viene influenzata dai mezzi del 2.0?

Analizziamo insieme quella che in marketing verrebbe chiamata “case history”.

Il caso che ci proponiamo di osservare in questo post è la campagna elettorale di Barack Obama.
O meglio, il suo movimento.

“Obama infatti ha costruito non tanto una campagna, quanto un movimento.
Le campagne sono svolte spesso dall’alto e concentrano le proprie forze nei risultati a breve termine (eleggete tale candidato), mentre i movimenti sono costruiti dal basso con mete a più lungo termine (rifoggiamo il panorama politico).

Quello che Obama sta costruendo è destinato a durare perchè si basa sui rapporti che nascono tra i votanti piuttosto che tra un candidato e l’elettorato.
Possiamo notare quanto detto nell’uso di siti di social networking come MySpace e Facebook, che costruiscono relazioni tra le persone mettendo in contatto gli uni con gli altri (Jenkins, 2008)”.

Gli utenti entrano in possesso dei materiali che il candidato mette a loro disposizione, e li riplasmano a proprio piacimento ri-pubblicandoli online, producendo un effetto virale che si propaga a macchia d’olio aumentando il consenso popolare.

Uno dei lavori che mostra al meglio queste dinamiche è il mosaico fatto dalle foto dei sostenitori di Obama.

Tsevis, Mosaic Done by People
Tsevis, Mosaic Done by People

Ma anche altri lavori artistici come quello di Shepard Fairey:

Le opere in questo senso sono veramente tantissime, e tutte degne di nota.

Ci sono poi canali distributivi come YouTube, manna dal cielo per cose di questo tipo, che sanno collezionare in brevissimo tempo un numero spropositato di accessi.

Questo strumento viene utilizzato dallo staff di Obama per diffondere le registrazioni dei comizi che tiene nelle varie località.
Vengono prodotti lavori da artisti di fama internazionale come Will I Am, che ha saputo comporre un videoclip sulla base dei discorsi del senatore dell’Illinois.
Parodie come quelle di MadTV; o la supereroina Obama Girl, una versione “Yes, we can” di Wonder Woman.
Poi ci sono i contenuti generati dagli utenti (quindi dal basso), che sono l’aspetto che a noi interessa maggiormente e che vi mostriamo di seguito.

E voi che ne dite?

Altri spunti sono ben accetti.

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