Come blog e social media cambiano la politica: le Conversazioni si avvicinano

Osservare come blog e social media cambiano la politica è interessante per diversi motivi.

Innanzitutto questi strumenti permettono un’analisi più approfondita e in generale una circolazione maggiore (per quantità e per diffusione) di informazioni.
Il cittadino monitorante ha maggior controllo su quello che accade e può farsi un’idea più complessa che non guardando un breve servizio di telegiornale piuttosto che un approfondimento in seconda serata.

C’è l’aspetto partecipativo, che vede gli utenti entrare nella conversazione per dire la propria e per condividere i contenuti creati.
Pensiamo ai blog e alla democraticizzazione della comunicazione che portano.

Ci sono i candidati che entrano nella conversazione e parlano con gli elettori.
Ci sono i candidati che mettono a disposizione i propri contenuti per permettere agli elettori di giocare con essi e crearne di nuovi.
Gli elettori giocano e il consenso aumenta.

I blogger parlano di politica ed è un fenomeno interessante.

Capita che quello di cui parlano i blogger venga notato dai media mainstream e che qualche testa salti. Ed è un fenomeno molto interessante.

Osservare il cambiamento significa quindi guardare a come muta il panorama politico grazie all’intervento degli elettori.
Il caso Lott è emblematico.
Sintetizzando ciò che potete leggere qui, il senatore americano Trent Lott in un’occasione si lasciò andare in commenti razzisti.
I media di massa non ne parlarono. I blogger si e costrinsero i media di massa a farlo.
Trent Lott fu costretto a dimettersi, diventando il “primo scalpo” scotennato dalla Rete.

Il monopolio televisivo è per la prima volta messo in discussione.

Qualcosa sta cambiando e il 9 Maggio cercheremo di capire come.

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One Response to Come blog e social media cambiano la politica: le Conversazioni si avvicinano

  1. Lostolto ha detto:

    “Capita che quello di cui parlano i blogger venga notato dai media mainstream e che qualche testa salti. Ed è un fenomeno molto interessante.”

    Secondo me, in un paese chiuso alle nuove tecnologie e arretrato dal punto di vista informatico come l’Italia, il discorso fatto vale fino ad un certo punto. (bè, la colpa è da dividere a metà anche con la presenza del papa).

    Se in Italia un politico afferma questioni non vere, viene smentito praticamente subito dalla Rete, ma, dato che pochissimi utenti (rispetto agli altri stati), utilizzano la rete (e chi la utilizza raramente lo fa per scopi politici) capita che Berlusconi abbia ancora il 25% dei voti. Mentre, in qualsiasi altro paese del mondo starebbe in galera.

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