Cosa abbiamo imparato sulle Conversazioni dal Basso

Una delle caratteristiche delle conversazioni online (almeno di una gran parte di esse), a differenza di quelle offline, è la permanenza nel tempo. Non si dissolvono nel nulla ma lasciano traccia. 

Proprio a partire da queste tracce (la SkypeChat, i resoconti e le chiacchiere a margine di Twitter, i post nei blog dei partecipanti postati durante e dopo il workshop) ho pensato di riprendere il discorso.

Conversazioni dal Basso è stato progettato come un workshop seminariale la cui forma rimandava al contenuto.

Ovvero si è cercato di parlare di conversazionidalbasso usando, in un evento organizzato da un Università, la forma delle conversazionidalbasso.

Per questo motivo mi sembra giusto distinguere le cose che abbiamo imparato sulla forma e quelle che abbiamo imparato sul contenuto (anche se ovviamente uno rimanda all’altro).

Per quanto riguarda il contenuto le cose imparate saranno descritte in 4 post, uno per conversazione, sulle 4 chiavi di lettura che abbiamo scelto per parlare di Conversazioni dal Basso:

I link a questi post saranno attivati a partire dalla mattinata di lunedì 23 Aprile in modo da poter includere le eventuali conversazioni/riflessioni scritte oggi.

Se per riflettere sui contenuti ci vuole tempo, per riflettere sulla forma si può iniziare subito.

La prima novità che ho notato è che, per la prima volta, molti studenti ed ex-studenti hanno usato il loro blog attivamente per promuovere l’evento. Sembra una cosa banale ma non lo è.

Il logo e il progetto grafico è stato realizzato spontaneamente e gratuitamente da Nicoletta e Anna Maria. Questo blog è stato scoperto prima che fosse lanciato ufficialmente proprio da uno studente. Alcuni si sono limitati a linkare e magari postare l’immagine dell’invito (1, 2, 3, 4, 5, 6), altri hanno anche aggiunto parole che non possono non fare piacere.

Grazie a questi link e ai moltissimi altri di blogger più o meno famosi (Adriano, Tommaso, Mauro, Michele, Luca [se non vi ho citato segnalatemelo] oltre che ovviamente i guest speaker Bernardo, Giuseppe, Lele, Luca e Massimo) questo blog ha ricevuto negli ultimi giorni prima del 20 aprile fra i 300 e 400 accessi giornalieri il che, anche se non ho dati specifici in merito se non l’esperienza del mio blog, credo sia un buon risultato per un blog nato da pochissimo.

Ma, in realtà, la maggior parte delle conversazioni sulle conversazioni dal basso sono state scritte durante l’evento. Una specie di cronaca in tempo reale da più punti di vista che ha reso possibile vivere almeno in parte l’evento anche ad alcune persone collegate nella Skype Chat in giro per il mondo. Ai flash in 160 caratteri curati da David (a proposito qualcuno ha capito chi è David? Rispondere solo Si o No nei commenti) si sono ben presto aggiunti altri cinguettii. Qualcuno, come Luca Conti è riuscito contemporaneamente ed apparentemente senza sforzo alcuno a usare Twitter, fare una cronaca sul suo blog, partecipare attivamente alla SkypeChat, fare un bell’intervento e chissà quante altre cose. Altri, apparentemente più normali, si sono limitati a raccontare l’evento per post sui loro blog (1, 2, 3 [anche qui se ho dimenticato qualuno segnalatemelo]).

Poi tutto è finito.

Oggi le reazioni. Il primo post che ho trovato non si presentava molto bene. Il titolo è Poche idee, ma ben confuse. Per fortuna il contenuto non è poi male come uno potrebbe immaginarsi dal titolo. Poi ho visto l’intervista che Tommaso ha fatto a Luca fuori dall’aula e mi sono convinto che una delle cose da migliorare per il futuro è sicuramente lo spazio da dedicare al dibattito che, sopratutto in mattinata, è scarseggiato. Molto positiva l’impressione di Anna che ha apprezzato (e non è la sola) in particolare Lele Dainesi ed il suo stile informale. Più che comprensibile la sensazione di essere travolti da una straordinaria quantità di stimoli intellettuali  (dal basso, di lato e da qualunque altra parte) di Roberta (impressione condivisa secondo me anche da altri docenti presenti).

UPDATE Poi ci sono su Flickr una parte del zillione di foto fatte. Altre verranno pubblicate suppongo nei prossimi giorni. Anche i video (ma non credo le intere relazioni perchè ho dei dubbi sulla qualità dell’audio) verranno montati e pubblicati. In entrambi i casi vi ricordo di usare il tag (etichetta) conversazionidalbasso.

Annunci

17 Responses to Cosa abbiamo imparato sulle Conversazioni dal Basso

  1. […] a tutti, veramente, anche ai fotografi – mi servirebbero quindi almeno 2 post (la metà di quelli promessi da FG e un terzo di quelli già scritti da GBA :l)) – chi mi conosce sa che sono di poche parole […]

  2. Anna ha detto:

    Ho trovato alcune foto della giornata su Flickr, visto che sono stati girati anche dei filmati si potrebbero mettere su You-Tube? Mi piacerebbe vederli… Grazie per la bella giornata trascorsa insieme!
    Ciao ciao

  3. Federico ha detto:

    “Apparentemente più normali” 😀

  4. Riccardo ha detto:

    la cosa che mi ha stupito maggiormaente del post-conversazioni è la capacita di Luca (Conti) di fare tante cose contemporaneamente. Leggevo un giorno che la caratteristica principale della nuova generazione (quella che dopo di me, che ho 22 anni) è proprio il poter fare tante cose tutte insieme. Luca è più grande di me ma sotto qesto aspetto è proprio “un ragazzino”. complimenti.
    Ps orami David è diventato un mio amico e dunque..certo che lo conosco è GENIALE.

  5. berny ha detto:

    no, non ho capito chi e’ david 🙂 pero’ anche a me piace fare l’avvocato del diavolo, e allora se e’ fin troppo facile tessere le lodi della forma (e spacciare per meraviglie semplici operativita’ da multitasking che oggi i teens fanno tutto il giorno), ritengo il problema reale siano invece i contenuti

    con tutti i tools piu’ carini e “interattivi” (che poi non funzionano, skype docet), cosa ci facciamo? e’ il caso di adagiarsi su un male interpretato ‘the medium is the message’? e cosa importa se un giornale e’ un giornale, e richiede tempo fisico, reale per essere acquistato, sfogliato, letto? al contrario dei bit e bytes che, diciamocelo, fanno tanto ‘figo’ e poi quasi nessuno legge o assorbe in realta’? cosa ne esce di nuovo e stimolante dalle intervistine o dalle foto , anche queste carinissime, che ci facciamo tra noi?

    soprattutto in italia, statisticamente e tradizionalmente alla periferia della media revolution, mancano interlocutori, capacita’ e volonta’ di andare oltre la punta dell’iceberg, di capire che il dito che indica la luna e’ una casa e un’altra la luna stessa, che la forma la impariamo cammin facendo, e i nostri figli l’apprendono appena nascono, mentre i contenuti richiedono pazienza, attenzione, sapersi sbattere e setacciare

    e in questo momento e contesto, saro’ pure all’antica, ma credo che siano i contenuti a dover meritare di gran lunga la precedenza per dare senso al caos poco creativo che gira e all’inutile spreco di banda, tools e gadget vari

  6. Feba ha detto:

    Ora ho capito. Mi dispiace di aver creato questo marasma. Non mi sono accorta delle interpretazioni che poteva offrire il titolo del mio post. Il titolo scelto, coerentemente con il mio blog, era totalmente autoreferenziale e si riferiva alle mie, di idee, non di certo al contenuto delle discussioni. Per il resto, spero di essermi spiegata abbastanza bene per email.
    Alla prossima 🙂

  7. Tommaso ha detto:

    Sto aspettando che gli amici di Flickr mi sblocchino l’account per cui le mie foto, pur avendole aggiunte al gruppo, non si vedono. Per cui chi avesse voglia di dare un’occhiata può andare qua: http://www.flickr.com/photos/di_tommy/.

    Il Link all’intervista ad uno stanchissimo Luca Conti invece è http://tommaso.tumblr.com/post/1089497 (al momento sul post ci sono le impressioni di Anna!)

    Altro che ragazzino! =D

  8. FG ha detto:

    @Bernardo – Non vale così ci fai rimpiangere ancora di più di non averti potuto ascoltare ieri! Però hai ragione indipendetemente dalla tecnologia quel che importa sono i contenuti o i comportamenti. Se un’azienda ascoltasse i propri clienti, fosse aperta e trasparente potrebbe anche usare il ciclostile ed andrebbe bene lo stesso (questa è una delle osservazioni che è stata fatta ieri non ricordo più neanche da chi, forse era una domanda). Ma forse ho divagato rispetto all’idea di contenuti che avevi in mente, vero? 😉
    @Feba – Nessun marasma cmq grazie per la precisazione
    @Tommaso – Alcune foto che hai fatto sono veramente bellissime e grazie per la segnalazione. Cambio subito il link.

  9. berny ha detto:

    fabio: la provocazione del ciclostile in azienda calza con l’idea di fondo, e ben oltre il business, pur se ovviamente nessuno deve aver paura di usare flickr, twitter & co. non sono certo l’unico a riterenere che tutta quest’enfasi su forme e imbellettamenti alla fin fine sia assai dannosa — niente rimpianti, pero’ spero si sia parlato anche d’altro all’incontro 🙂

  10. […] imparato molto dalle Conversazioni dal Basso, sia nella forma che nel […]

  11. Roberta Bartoletti ha detto:

    Una nota a margine: molti studenti ed ex studenti – che ringraziamo, soprattutto per la testimonianza che il nostro lavoro all’Università non è del tutto insensato – hanno fatto un tam tam sulle conversazionidalbasso, che significa: tanti nostri studenti ed ex studenti hanno un blog. In sala circa la metà ha alzato la mano per segnalare il proprio statuto di blogger (detentore di blog, dice Massimo Russo, ricorda Anna). Sarà colpa (o merito!) di Federico Venturini, sarà merito soprattutto loro, dei nostri studenti (non solo nostri, fra l’altro), comunque è un dato. Non basta avere un blog, ovviamente: il dato positivo è che, andandoci a guardare dentro, mi sono piaciuti molto (conoscevo già quello di Michele, di Miilena, ho visto quello di Feba e di Anna, delle tre micie, altri che adesso non associo al nome ma che meriterebbero di essere ugualmente ricordati). Il segnale è molto incoraggiante, davvero.

  12. 4 EveR YounG ha detto:

    Ciao Fabio,

    una domanda sulla SkypeChat: come posso fare per avere a disposizione il testo di tutto quello che si è scritto in chat?

    Grazie
    4 EveR YounG

  13. Vecchiogiovine ha detto:

    ma alla fine la Mazzoli l’ha aperto o no il blog?

  14. FG ha detto:

    @4 EveR – Young Mandato per mail
    @Vecchiogiovine – Non che io sappia. Hai già provato una ricerca su Google?

  15. […] scorso ho avuto il piacere di ascoltare  un suo intrevento a “Conversazioni dal basso”, dove alla fine Tommaso gli ha fatto una bella intervista chiedendogli un suo parere a caldo […]

  16. giuseppe ha detto:

    W chi l’avrebbe detto mai!!un così grande clamore..complimenti.

  17. […] imparato molto dalle Conversazioni dal Basso, sia nella forma che nel […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: