Dal terremoto di Messina a Twitter…

 …breve storia della comunicazione istantanea.

Mi ricordo che un mio ex prof. (aka Enrico Mascilli Migliorini) raccontava spesso la storia della copertura mediatica del terremoto di Messina del 1908 allo scopo di descrivere, per differenza, le caratteristiche della comunicazione istantanea.

Oggi, dopo il 9/11 e lo tsunami del 2004, facciamo fatica anche a immaginare che una volta, neanche poi tanto tempo fa, ci potevano volere diverse ore perchè la notizia di un evento catastrofico “viaggiasse” da Messina a Roma e quasi 24 ore perchè venisse diffusa dagli organi di stampa.

Eppure, leggendo quello che racconta Robert Scoble oggi su come la notizia del terremoto a Città del Messico si è diffusa attraverso il chiacchiericcio (o come dice Antonio Sofi “il fertile cazzeggio”) di Twitter, non si può fare a meno di pensare che le conversazioni dal basso portano l’idea di comunicazione istantanea verso una nuova dimensione evidenziandone al tempo stesso il carattere sfumato e dipendente dalle tecnologie del tempo.

Esiste un limite (e qual’è) al progressivo farsi istantanea della comunicazione istantanea?  

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: