Lo spazio del cambiamento

agosto 25, 2008
Immagine di themidtownfritz

Immagine di themidtownfritz

Oggi si apre a Denver la convention del partito democratico americano durante la quale Barack Obama accetterà ufficialmente la nomination a candidato presidente degli Stati Uniti per le elezioni di novembre.

La campagna elettorale di Barack Obama è fortemente finanziata da micro-donazioni di gente comune: oltre due milioni di “ordinary people doing extraordinary things” come viene ripetuto spesso nei messaggi alla community dei supporter citando non so quanto involontariamente la serie TV Heroes.

Comunque la si veda, la campagna elettorale del 2008 negli Stati Uniti sta segnando una svolta nello scenario delle organizzazioni politiche (ma non solo), mostrando per la prima volta nella storia tutte le potenzialità della disintermediazione che Internet rende possibile e sottolineando al tempo stesso tutta la straordinaria potenzialità delle fan culture.

Durante i precedenti eventi della serie “Conversazioni dal Basso” abbiamo più volte riflettuto su questo fenomeno (si vedano in particolare i video del workshop di maggio) e lo abbiamo fatto sperimentando in prima persona le logiche dell’azione collettiva e del cambiamento istituzionale che Clay Shirky descrive magistralmente nel suo ultimo libro Here Comes Everybody.

Quando lo scorso anno abbiamo organizzato il primo workshop eravamo in pochi e non fu facile far passare l’idea di invitare quattro blogger a raccontare (agli studenti ma anche ai docenti) gli aspetti di un cambiamento che loro per primi avevano intuito e di cui ancora in Italia non si vedeva traccia.

Da quel momento con Giuseppe, Lele, Luca e Massimo abbiamo stretto un legame speciale che li ha trasformati lentamente da ospiti a co-organizzatori.

Lo stesso abbiamo provato a fare con un gruppo di nostri studenti del corso di laurea in Scienze della Comunicazione che durante gli scorsi mesi si sono mossi dietro le quinte di uno spazio collaborativo riservato alla community degli organizzatori (che sfiora oggi le 30 persone) e possono essere considerati a tutti gli effetti i veri organizzatori del Festival dei Blog ’08.

Voglio cogliere l’occasione per ringraziare tutti i volontari che si stanno dando da fare ed invitare chi desideri dare una mano a scrivere a larica@uniurb.it.

A nostro modo, nel piccolo della nostra organizzazione e della nostra realtà, anche noi stiamo lavorando mossi dalla speranza di un cambiamento che in Italia non è di certo meno urgente rispetto agli Stati Uniti.

Come per tutte le organizzazioni, anche per il gruppo di “Conversazioni dal Basso” l’autonomia delle scelte organizzative passa per quella finanziaria.

Per supportare il lavoro dei volontari e renderci autonomi contiamo sul vostro aiuto.

Per questo motivo abbiamo deciso di sperimentare per primi in Italia una forma di micro-finanziamento diffuso (o crowd funding) basata sull’acquisto di 25 biglietti speciali a donazione libera per l’Academic BarCamp.

Acquista ora un biglietto speciale per i supporter a donazione libera.

Crea lo spazio per il cambiamento donando anche solo 5 €.

Supporta “Conversazioni dal Basso” condividendo questo post con i tuoi amici:

Oppure parlandone con gli amici alla BlogFest di Riva del Garda :)


C’era una volta…

aprile 15, 2008

…un professore, uno studente e un blogger ;)


P.S. “Troppo vecchio per un paese moderno?” Forse, ma non di certo per un paese pre-moderno…


Share your cat, save the world!

aprile 11, 2008

The Cute Cat Theory parte da questi due assunti fondamentali:

  • Il web 1.0 è stato inventato per permettere ai ricercatori di fisica di scambiarsi gli articoli scientifici;
  • Il web 2.0 è stato inventato per consentire alla gente di condividere foto di gatti carini.

Come ha spiegato Ethan Zuckerman nel corso del suo intervento all’ETech 2008, gli stessi spazi progettati con il preciso scopo di consentirci di condividere in modo efficace ed efficiente le foto dei nostri buffi gatti coccolosi™, ospitano gli attivisti dei movimenti di opposizione ai regimi totalitari.

Theory of cute cats (slide 9)

Non è molto difficile per un regime bloccare l’accesso ad un sito o blog di un attivista che pubblica materiale compromettente. Molto più difficile è invece bloccare l’accesso a questi contenuti quando essi sono pubblicati in spazi come YouTube, Flickr, etc. Questi siti sono fuori dal controllo diretto dei regimi e l’unico modo che essi hanno per censurarne in modo rapido un contenuto è bloccare l’accesso all’intero sito.

Quando questo avviene però la popolazione locale che frequenta abitualmente il sito, anche quella che nulla ha a che fare con l’attivismo e rivendica solo il diritto di poter condividere le foto dei propri gatti, viene notificata del fatto che il proprio governo teme a tal punto la libertà di parola in rete da bloccare milioni video banali allo scopo di censurane qualcuno politico.

Blocchi di questo genere ottengono inoltre l’effetto non banale di spingere un numero significativo di persone ad aggirare (la gente VUOLE condividere gatti e farebbero di tutto per continuare a farlo) gli ostacoli imparando incidentalmente l’ABC del piccolo dissidente.

Condividi il tuo gatto, salva il mondo! :)

nessun gatto è stato maltrattato nella stesura di questo post

LINK: Leggi The Cute Cat Theory Talk at ETech


Cosa significa dire che i social media cambiano la politica: il caso Obama

aprile 7, 2008

A questo punto è chiaro che il tema di cui discuteremo il 9 Maggio è come i blog e i social media cambiano la politica.
Ma cosa significa che la politica viene influenzata dai mezzi del 2.0?

Analizziamo insieme quella che in marketing verrebbe chiamata “case history”.

Il caso che ci proponiamo di osservare in questo post è la campagna elettorale di Barack Obama.
O meglio, il suo movimento.

“Obama infatti ha costruito non tanto una campagna, quanto un movimento.
Le campagne sono svolte spesso dall’alto e concentrano le proprie forze nei risultati a breve termine (eleggete tale candidato), mentre i movimenti sono costruiti dal basso con mete a più lungo termine (rifoggiamo il panorama politico).

Quello che Obama sta costruendo è destinato a durare perchè si basa sui rapporti che nascono tra i votanti piuttosto che tra un candidato e l’elettorato.
Possiamo notare quanto detto nell’uso di siti di social networking come MySpace e Facebook, che costruiscono relazioni tra le persone mettendo in contatto gli uni con gli altri (Jenkins, 2008)”.

Gli utenti entrano in possesso dei materiali che il candidato mette a loro disposizione, e li riplasmano a proprio piacimento ri-pubblicandoli online, producendo un effetto virale che si propaga a macchia d’olio aumentando il consenso popolare.

Uno dei lavori che mostra al meglio queste dinamiche è il mosaico fatto dalle foto dei sostenitori di Obama.

Tsevis, Mosaic Done by People
Tsevis, Mosaic Done by People

Ma anche altri lavori artistici come quello di Shepard Fairey:

Le opere in questo senso sono veramente tantissime, e tutte degne di nota.

Ci sono poi canali distributivi come YouTube, manna dal cielo per cose di questo tipo, che sanno collezionare in brevissimo tempo un numero spropositato di accessi.

Questo strumento viene utilizzato dallo staff di Obama per diffondere le registrazioni dei comizi che tiene nelle varie località.
Vengono prodotti lavori da artisti di fama internazionale come Will I Am, che ha saputo comporre un videoclip sulla base dei discorsi del senatore dell’Illinois.
Parodie come quelle di MadTV; o la supereroina Obama Girl, una versione “Yes, we can” di Wonder Woman.
Poi ci sono i contenuti generati dagli utenti (quindi dal basso), che sono l’aspetto che a noi interessa maggiormente e che vi mostriamo di seguito.

E voi che ne dite?

Altri spunti sono ben accetti.


All’inizio del Cambiamento…

marzo 28, 2008

alba-splendida-ad-urbino.jpg

Cinque ragazzi: Mario Adinolfi, Arturo Celletti, Giovanni Colavita, Marco D’Elia ed Eugenio Fatigante, il 20 Marzo del 2001 diedero vita al primo partito politico (di epoca moderna) il cui baluardo era il concetto di democrazia diretta.
Punti focali di questo movimento sono la ridemocratizzazione della politica, affidando a ciascun membro la possibilità di modificare, proporre e criticare ogni aspetto del programma politico proposto. Il partito aveva come simbolo la Chiocciola, e gareggiava alle elezioni comunali del 2001 di Roma. E’ importante sottolineare come, per la prima volta nella storia della politica italiana, un partito, attraverso un sito (www.democraziadiretta.it), riuscì in poco tempo ad organizzare una campagna elettorale ben studiata e compatta, e soprattuto riuscì a trovare candidati per le liste elettorali.
Il Partito, come si poteva facilmente immaginare, riuscì ad ottenere soltanto lo 0,1% dei voti, ma questo non è rilevante. Ciò che importa è che è nato un nuovo modo di fare politica, un modo di fare politica che proviene dal basso, dagli utenti, dai non-politici che fanno politica, quella vera, in cui ognuno può modificare, proporre, criticare le opinioni di un leader, scegliere quest’ultimo ecc.
Gli studiosi della materia lo consideravano un fenomeno di nicchia, finché col passare degli anni non si comprese il bisogno di democrazia dal basso e l’utilizzo della Rete come mezzo per organizzare campagne elettorali a basso costo, ma allo stesso tempo efficaci.

Pochi anni più tardi, in America, ci troviamo di fronte ad un fenomeno molto simile. Un quasi sconosciuto personaggio, Howard Dean, in corsa per le primarie americane del 2004, svolse una campagna elettorale incentrata sulla Rete, in particolar modo su un blog.
Dean, insieme ad un movimento web chiamato “Move On”, è riuscito a raccogliere dei fondi per condurre la propria campagna elettorale. Come al solito, l’importanza di questo episodio non risiede tanto nel fare politica di per sè, ma nel come è stato usato il mezzo dei social media, ossia, come un ottimo veicolo di marketing politico e sistema di raccolta fondi elettorali.

Elezioni Politiche 2008. La politica invade la Rete.
I social media possono essere considerati, anche in questo caso, un ottimo STRUMENTO per una massima ed efficace comprensione della filosofia di un partito politico. Il risultato, negli ultimi anni, dell’aumento della partecipazione alla vita politica in Rete – e vedere come questa è efficace se proviene dal basso – è un nuovo modo di vivere le elezioni. Esse sono considerate una prassi, che permette al cittadino di esprimere la propria opinione.
Ovviamente i politici temono questo nuovo sviluppo, perchè ciò implica una diffusione più VELOCE ed ECONOMICA delle INFORMAZIONI.

La domanda è lecita: Come fanno i social media ad influire così tanto sulla politica? Per l’adesione alla vita attiva politica, per il confronto, per la partecipazione ai dibattiti; ci si interessa ad argomenti rilevanti e si decide e agisce di conseguenza. Quello che muove il movimento è la capacità di non accettare più passivamente i racconti mediati ed i messaggi di marketing politico, ma avere la possibilità di modificarli e proporne di nuovi.


Come blog e social media cambiano la politica: le Conversazioni si avvicinano

marzo 25, 2008

Osservare come blog e social media cambiano la politica è interessante per diversi motivi.

Innanzitutto questi strumenti permettono un’analisi più approfondita e in generale una circolazione maggiore (per quantità e per diffusione) di informazioni.
Il cittadino monitorante ha maggior controllo su quello che accade e può farsi un’idea più complessa che non guardando un breve servizio di telegiornale piuttosto che un approfondimento in seconda serata.

C’è l’aspetto partecipativo, che vede gli utenti entrare nella conversazione per dire la propria e per condividere i contenuti creati.
Pensiamo ai blog e alla democraticizzazione della comunicazione che portano.

Ci sono i candidati che entrano nella conversazione e parlano con gli elettori.
Ci sono i candidati che mettono a disposizione i propri contenuti per permettere agli elettori di giocare con essi e crearne di nuovi.
Gli elettori giocano e il consenso aumenta.

I blogger parlano di politica ed è un fenomeno interessante.

Capita che quello di cui parlano i blogger venga notato dai media mainstream e che qualche testa salti. Ed è un fenomeno molto interessante.

Osservare il cambiamento significa quindi guardare a come muta il panorama politico grazie all’intervento degli elettori.
Il caso Lott è emblematico.
Sintetizzando ciò che potete leggere qui, il senatore americano Trent Lott in un’occasione si lasciò andare in commenti razzisti.
I media di massa non ne parlarono. I blogger si e costrinsero i media di massa a farlo.
Trent Lott fu costretto a dimettersi, diventando il “primo scalpo” scotennato dalla Rete.

Il monopolio televisivo è per la prima volta messo in discussione.

Qualcosa sta cambiando e il 9 Maggio cercheremo di capire come.


La politica nell’era di YouTube

marzo 8, 2008

Non è facile trattare di un tema che domina oggi tanto sui mezzi di comunicazione di massa quanto sui social media.

Esisteranno sempre studiosi della politica e commentatori, come ad esempio Ilvo Diamanti, che ne sanno di certo più di noi.

Esisteranno sempre giornalisti che curano progetti, come ad esempio NetMonitor, dove troverete informazioni più aggiornate e meglio confezionate di quelle che potrete mai trovare qui.

Esisteranno sempre blog, come ad esempio SpinDoc, che trattano il tema con più competenza di come potremmo fare qui.

Esisteranno sempre progetti, come ad esempio 10domande, che provano a realizzare cose delle quali qui possiamo solo parlare.

D’altra parte Conversazioni dal Basso è per noi uno strumento di ascolto più che di comunicazione.
Uno strumento che per funzionare deve necessariamente essere amatoriale esso stesso. Dal basso.

Del resto pensiamo che certi fenomeni non si possono comprendere senza esserci dentro.

Sarebbe come pretendere di capire la cultura dei fan senza essere un fan :)


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