Per alcuni è il giorno di entrambi, e per altri semplicemente un’occasione per stare a casa da scuola o dal lavoro.
Passando magari in una piazza in cui un comico tiene il suo show.
Quello di Grillo è il blog più popolato, visitato, discusso della Rete italiana.
Il motivo del suo successo è dovuto sostanzialmente a due fattori:
Da voce alle chiacchiere da bar secondo cui “tanto in Italia va tutto male, è tutto un magna magna”, argomentando tali lamentele, facendo emergere le magagne della casta.
E’ un comico e sa intrattenere il pubblico.
Non è un profeta sceso in terra a diffondere il verbo dei piani alti; moltissimi sanno le stesse cose che dice lui, che però le guarnisce con un linguaggio volgare (del volgo, popolare) canalizzando l’attenzione dei suoi adepti.
Ci sono dei ma.
Quello di Grillo non è un blog.
I blog vengono dal basso e Beppe Grillo non è dal basso.
La peculiarità dei blog sta nell’instaurare una conversazione, e i post dell’artista genovese sono dei monologhi.
I commenti ci sono e sono tanti, ma l’autore non risponde mai.
Il meccanismo di feedback è il nucleo di un blog, e qui non esiste.
Non c’è co-creazione di nulla.
Gli utenti stanno a guardare, rispondendo a valanga ad ogni suo starnuto.
Etchù: 1500 commenti.
Però noi di CdB siamo per la meritocrazia e a Grillo va riconosciuto il fatto di aver reso pubblica e nota la parola blog in Italia.
Grazie alle sue vicende i media mainstream si sono accorti che qualcosa sta succedendo, e che nei circuiti underground dei media non mainstream c’è fermento.
E voglia di fare.
Cosa, lo vedremo insieme il 9 Maggio.
Organizzare un evento è un ruolo che solitamente spetta ai piani alti.
Questo avrebbe stonato con la logica “dal basso” che pervade il seminario, il nostro seminario.
E’ un “nostro” olistico, a tutto tondo, che include noi che organizziamo cosi come voi che parteciperete. A sua volta il “noi che organizziamo” si può scomporre in un noi alto fatto dai docenti e un noi basso composto dagli studenti.
Il fatto che io, studente, stia postando in questo blog, è sintomatico del meccanismo di progettazione che è stato adottato.
Ma l’aspetto più partecipativo è quello che non si vede, e che cercheremo di portare a galla nei prossimi post.
Qualcuno direbbe far emergere.
Tutto ha bisogno di una base operativa da cui iniziare, da cui pianificare ogni singolo dettaglio.
Il nostro è uno spazio Basecamp dedicato.
Il Basecamp per noi è stata occasione di progettazione, ma prima di tutto una sorta di social network in cui condividere idee per massimizzare i risultati che cercheremo di regalarvi il 9 Maggio.
Tutto ciò che sentirete e che vedrete a Conversazioni dal Basso è frutto di un lavoro di squadra in cui essenziale è stato il parere di tutti e il contributo di ognuno.